Oggi Mark Zuckerberg ha riferito la questione dello scandalo Cambridge Analytica direttamente al Parlamento Europeo: ecco ciò che ha detto il CEO di Facebook.
Innanzi tutto è bene sapere che l’incontro è stato fortemente voluto dagli esponenti di maggior rilievo dell’Unione Europea. Vari esponenti legati ai più grandi paesi legati all’EU hanno infatti richiesto lumi sui dettagli dello scandalo e perché i dati dei profili sono andati a finire all’interno del calderone che – si dice – abbia fatto vincere Trump alle ultime elezioni Americane.
Chi legge queste righe ed è Italiano potrebbe affermare che i suoi dati non siano stati violati, invece all’interno degli 87 milioni di profili ce ne sono 2,7 milioni di utenti Europei.
La linea delle scuse, intrapresa da Zuckerberg dopo gli ultimi avvenimenti di violazione della privacy di circa due mesi fa, è continuata anche oggi in vista dell’incontro con i rappresentanti del Parlamento Europeo.
Non solo un monologo di scuse – come ci si poteva aspettare – ma anche ampio spazio a domande dei presenti che hanno approfittato della presenza del CEO per chiedere e trattare diversi tipi di argomenti.
Una su tutte l’indicazione, a detta dei presenti, che le tre piattaforme insieme (Facebook, WhatsApp e Instagram) detengono il “monopolio”. Zuckerberg qui ha risposto che viviamo in uno “spazio competitivo”(ci sono altre realtà e società con un servizio analogo, ndr), e che le tre piattaforme non detengono la totalità dei profili virtuali attualmente attivi.
Anche l’argomento WhatsApp è stato toccato, in particolar modo la possibilità di avere uno scambio dati nascosto tra i due Social. Anche qui Zuckerberg ha rassicurato che verrà rispettata la nuova policy GDPR, fermo restando che il suo feedback per tale operazione arriverà nei prossimi giorni.
Per la questione legata al “furto” di informazioni che ha dato vita allo scandalo, si è espresso in maniera eloquente. Ha affermato che l’organizzazione che c’è dietro è stata troppo lenta a capire cosa stesse succedendo e ad intraprendere soluzioni di salvaguardia.
Insomma, la questione non è legata tanto al non essere stati attenti o troppo permissivi ma al fatto di non accorgersi per tempo che le App dietro a Cambridge Analytica stessero acquisendo informazioni riservate da inviare ai Server Russi.
Proprio per questo si è deciso di aumentare notevolmente la forza legata alla sicurezza interna, in termini di Cybersecurity: nuove posizioni saranno aperte per raddoppiare gli attuali 10 mila posti presenti.
Insomma, un intervento vasto e con alcuni dubbi riguardo posizioni su come verrà effettivamente trattata la nuova privacy degli utenti, anche se Zuckerberg non ha mai perso l’occasione di affermare che ci vorrà del tempo per sistemare e fissare i punti per una strada prive di falle.
Il 24 maggio il CEO di Facebook sarà a Parigi e approfitterà della consueta Viva technology – una “festa” a forte stampo Tech – per intraprendere discorsi con i dirigenti Francesi della nostra analoga AGCOM Italiana e sarà presente anche il CEO di Microsoft, Satya Nadella.